mercoledì 2 dicembre 2020

Lazio, gerarchie a rischio tra i pali: Strakosha o Reina?

Nella notte in cui Haaland e Immobile rinnovano il loro personale duello a distanza tra bomber implacabili, terminato in parità nel 3-1 biancoceleste dell'Olimpico, la Lazio riflette bene su chi dovrà anestetizzare tra i pali la fame di gol del giovane fenomeno norvegese. Nelle ultime settimane infatti il ballottaggio tra Strakosha e Reina è più di attualità che mai. L'ex portiere di Napoli e Milan ha dimostrato di essere ancora affidabile coi guantoni addosso oltre che una presenza di valore nello spogliatoio, non commettendo sbavature quando impiegato; dal canto suo invece l'estremo difensore albanese sta facendo i conti con un inizio di stagione difficile che l'ha visto nell'occhio del ciclone per il caso dei tamponi ballerini, e anche contro l'Udinese, pienamente ristabilito, non si è attestato sui suoi migliori livelli di rendimento.
I tifosi chiedono un avvicendamento ma per la trasferta del Signal Iduna Park, che potrebbe aprire al club capitolino le porte degli ottavi di finale di Champions dopo 20 anni, è più probabile che Inzaghi rinnovi la fiducia ad un suo fedelissimo come Strakosha, per non correre il rischio di perderlo psicologicamente mettendolo in panchina. Anche se le gerarchie in porta restano più fluide che mai.

martedì 1 dicembre 2020

Juventus, un problema in più per Pirlo: la gestione schizofrenica di Kulusevski

Riavvolgendo il nastro fino allo scorso 20 Settembre, si torna al debutto stagionale della Juventus che si sbarazza con facilità tra le mura amiche della Sampdoria, pur priva in attacco di un Paulo Dybala convalescente e di un Alvaro Morata che farà il suo secondo esordio juventino solo la settimana seguente contro la Roma. Gli elogi sono tutti per Dejan Kulusevski, partner occasionale di Ronaldo e in gol alla prima con la nuova maglia a suggellare una prestazione di incredibile personalità per un ragazzo così giovane. In mezzo alle necessità di formazione dunque, primi passi a Torino per lo svedese molto convincenti e radicalmente diversi, per esempio, da quelli di Dybala e del primo Morata, centellinati con maestria da Allegri prima di diventare protagonisti.
A più di due mesi di distanza da quella partita il classe 2000 è lontano dal diventare un caso ma la sua gestione solleva più di un interrogativo: la concorrenza rappresentata dall'adattato McKennie e da un Ramsey dai muscoli di cristallo ha fatto meglio di lui? La necessità di riposo utilizzata da Pirlo come motivazione per giustificare il suo impiego altalenante, può essere valida per un millennial voglioso di arare il campo? Inoltre va aggiunto che quando è stato schierato dal 1', Kulu non ha mai fatto mancare il suo estroso contributo fermo restando che il compito di vincere da soli le gare pende sulle teste di altri campioni della Juve.
Sicuramente il tempo non manca per assistere all'esplosione dell'ex Parma, ma il percorso di crescita di cui parla l'allenatore della Vecchia Signora difficilmente passerà da una sporadica maglia da titolare seguita da due panchine.

lunedì 30 novembre 2020

Il day after la batosta di Napoli: la Roma si riscopre fragile e timorosa

Dopo 17 partite di campionato da imbattuta a cavallo tra due stagioni, la Roma va di nuovo ko e a chiudere la striscia positiva è curiosamente la stessa squadra capace di batterla per l'ultima volta. I giallorossi sono stati demoliti 4-0 da un avversario super motivato in un contesto ambientale emotivamente molto particolare, ma l'aver affrontato un Napoli in 12 uomini per l'apporto spirituale di Maradona non basta a giustificare un passivo così pesante. Nel posticipo del San Paolo non ha funzionato tutto quello che non doveva funzionare e ne è conseguito un monologo azzurro: dai forfait per infortunio di Mancini prima e Veretout poi alle prestazioni spente dei tenori dell'attacco di Fonseca, passando per la condizione apparsa precaria dei rientranti dal Covid. L'allenatore portoghese è rimasto deluso dall'atteggiamento dei suoi, a cui è mancato il coraggio e la forza di reazione viste nei big match contro Milan e Juventus.
A Roma si passa velocemente dalle stelle alle stalle, dall'essere una silenziosa outsider per lo Scudetto ad una formazione da Europa League; ma quest'anno più che mai non manca l'esperienza e la leadership nel gruppo per mantenere l'equilibrio di fronte alla prima, rumorosa, sbandata.

domenica 29 novembre 2020

Una Juve smeMorata: senza la vecchia guardia la mentalità latita

Vedere la Juventus fuori dalla zona Champions dopo nove giornate non è una novità assoluta ma fa sempre un certo effetto, specie se si considera che dei 17 punti raccolti finora, 3 sono arrivati a tavolino per gentile omaggio del Napoli. La dirigenza bianconera è fin troppo esperta per non aver previsto un percorso incidentato con un allenatore alle prime armi in panchina, ma dopo circa un quarto di campionato la creatura di Pirlo continua ad essere altalenante sul piano gioco e carente come mentalità. L'assenza della vecchia guardia nella trasferta del Vigorito con Chiellini, Buffon e il cannibale Ronaldo non convocati e Bonucci in panchina, ha avuto un suo peso su una squadra che non riesce ad espugnare questi campi rinunciando magari a qualcosa sul piano estetico. Nell'ultimo decennio trionfante è capitato alla Juve di lasciare a sorpresa per strada qualche punto contro formazioni impegnate nella lotta salvezza ma "capire che le partite non sono tutte uguali e i momenti non sono tutti uguali e vanno gestiti in modo diverso" non è mai stata una preoccupazione a Torino. "Quando ci mancano giocatori di esperienza e personalità facciamo fatica" l'allarme a voce bassa di Pirlo nel post partita di ieri; e allora è bene che la Vecchia Signora senza sottovalutare nessuno torni ad affidarsi a loro, oltre che ad un Morata sempre più leader, in attesa della crescita di altri protagonisti.

Foto: (calciomercato. com)

Verso Napoli-Roma, nel nome di Diego e di chi dovrà onorare il suo lascito

Dopo un Napoli-Rijeka giocato con il lutto nel cuore e al braccio per la fresca scomparsa di Diego Armando Maradona, gli azzurri si preparano ad accogliere la Roma in un San Paolo pronto a cambiare ufficialmente nome. Il derby del Sud, una partita di cartello più consona ai palcoscenici su cui il Diez era solito illuminare la scena con la sua classe e il suo carisma, pur essendo l'Europa League la moderna versione di quella Coppa Uefa regalata alla bacheca del club. Maradona ha legato la sua leggenda alle sfide contro il Milan degli olandesi e contro la Juventus, ma anche contro i giallorossi ebbe modo di lasciare il segno 5 volte. Un peccato che i tifosi non possano offrire il loro tributo anche dentro lo stadio a chi sul rettangolo verde ha costruito la sua grandezza, ma il suo spirito accompagnerà lo stesso la squadra di Gattuso (che per l'occasione indosserà una speciale maglia celebrativa) e soprattutto i leader del gruppo, sicuramente provati dallo shock; ovviamente Lorenzo Insigne, cresciuto da buon partenopeo nel mito di Dieguito fino ad indossare con orgoglio la sua stessa fascia di Capitano.
Ma anche e soprattutto Dries Mertens, "scusatosi" con l'idolo di casa per aver battuto il suo record di gol (e quello di Marek Hamsik) diventando così il miglior marcatore della storia del Napoli. Il belga (che si è fermato in raccoglimento sotto al murales ai Quartieri Spagnoli dopo aver deposto un mazzo di fiori sull'altarino allestito dai tifosi) più di tutti ha seguito il suo esempio, lasciandosi trasportare dal folklore, dai colori e dall'amore di una città che ha deciso di adottare a tutti gli effetti lui come fece nel lontano 1984 con un Campione argentino.

Foto: (gazzetta. it)

venerdì 27 novembre 2020

Juve, CR7 a riposo: Dybala a Benevento non deve più fallire

L'inizio di stagione di Paulo Dybala, tra il Covid, il recupero dall'infortunio che lo aveva tenuto fuori col Lione e le polemiche su un rinnovo di contratto che non arriva, ha vissuto talmente tanti contrattempi che giudicare le sue prestazioni, comunque negative, diventa difficile. Il modesto Ferencvaros sembrava l'avversario ideale per ritrovare l'ispirazione dei tempi migliori, ma anche contro gli ungheresi la Joya (con la fascia da capitano al braccio) è stata tra i peggiori in campo, all'interno di un contesto di squadra che aveva preso troppo sotto gamba l'impegno europeo nei primi 45'.
Il riposo programmato di Ronaldo che non prenderà parte alla trasferta di Benevento, concede però una seconda chance da non fallire all'ex Palermo. Morata è sempre più avanti a lui nelle gerarchie sia per una questione di rendimento che di complementarietà col portoghese, ma non è detto che le cose non possano cambiare. Serve una scintilla, un lampo che restituisca autostima a un giocatore dotato di un talento purissimo ma che non ha mai brillato per continuità; e serve a cominciare dalla partita del Ciro Vigorito per lasciarsi alle spalle le chiacchiere sulle sue esagerate pretese economiche e rendere onore alla fama di un argentino come lui che indossa la 10 sulle spalle.

giovedì 26 novembre 2020

Roma, rebus difesa: le soluzioni possibili per Fonseca

Dopo il 5-0 dello Stadio Olimpico la Roma concede la rivincita al Cluj con l'obiettivo di archiviare la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League, vicini ma non ancora in tasca. Trasferta insidiosa quella in Transilvania per la squadra di Paulo Fonseca, alle prese con un'emergenza in difesa da codice profondo rosso. Con i risentimenti muscolari (senza lesioni) accusati da Ibanez e Mancini contro il Parma, Kumbulla e Fazio (negativo ma non ancora idoneo per giocare) out per Covid e Smalling alle prese con un fastidio al ginocchio dopo aver smaltito l'intossicazione alimentare, l'unico difensore disponibile rimane Juan Jesus; al brasiliano si aggiunge Bryan Cristante, più volte adattato nel cuore della retroguardia a tre. La soluzione più naturale in questa situazione sarebbe il ritorno al vecchio 4-2-3-1, ma se il tecnico portoghese decidesse di confermare l'assetto tattico che sta dando tante soddisfazioni ai giallorossi, ci sarà bisogno di una vera mandrakata, per rendere omaggio all'immortale Gigi Proietti, per trovare un terzo elemento da schierare dietro.
Due le possibilità principali tra cui scegliere per l'ex Shakhtar. La prima consiste nell'arretrare il raggio di azione di Rick Karsdorp, a dire il vero lontano dall'essere una certezza in fase di non possesso anche nel suo ruolo di esterno a tutta fascia.
La seconda, percorribile visto anche il valore non proibitivo dell'avversario, riguarda l'impiego di un giovane. Nella lista dei convocati di Fonseca, e non è la prima volta, compare il nome di Filippo Tripi, titolarissimo della Primavera di Alberto De Rossi con cui ha vinto tutte le partite giocate in campionato fino alla sospensione delle attività del settore giovanile. Il classe 2002 è un mediano di equilibrio davanti alla difesa capace di disimpegnarsi anche qualche metro più indietro, che gode di ottima considerazione a Trigoria e potrebbe essere il prossimo prodotto del vivaio a debuttare in Prima Squadra dopo Tommaso Milanese.